Modena - Chiesa di S. Bartolomeo, restauro organo Rieger (1903)

21 ottobre 2014

Organo della Ditta “Gebrüder Rieger” di Jägendorf (Slesia) 1903; due manuali, 19 registri reali + 7 derivati; trasmissione elettro-pneumatica (in origine pneumatica).

 

Cenni storici (Tollari, Giovannini, Antichi organi italiani, la Provincia di Modena, 1990)

I Padri Gesuiti giunsero a Modena nel 1603, già prima che fosse inaugurata l’attuale chiesa nel 1614. Nel 1616 essi ricevettero un piccolo organo positivo per legato testamentario ad opera di un allievo di Orazio Vecchi, Geminiano Luvetti (o Capilupi).

L’organo grande fu probabilmente costruito nel 1640, fra febbraio e luglio, dacchè nei libri contabili della chiesa non sono registrate spese per esecuzioni musicali. Nel 1651 vennero notate delle spese per “mandare a tuore l’organo a Parma”: risulta allora difficile credere ad Agostino Traeri che dà per certo che l’organo sia opera del Colonna, residente a Bologna.

            Nel 1656 i Gesuiti si accordarono con l’organaro Giulio Savani di Carpi perché costruisse un organo di otto piedi, con sei registri e con tastiera di 45 tasti, da porsi nella cantoria opposta a quella dell’organo grande; i Padri gli consegnarono un organo piccolo, verosimilmente quello sopra citato. Il Savani consegnò l’organo con un anno di ritardo.

            Nel 1660 i Gesuiti riescono a chiamare a Modena il grande e celebre confratello organaro Willem Hermans, che stava collocando parecchi organi nelle chiese dell’Ordine: Hermans aggiunse una seconda tastiera all’organo grande. Operò tra l’aprile e l’agosto del 1660, e tornò a Modena per completare il lavoro tra il gennaio e il luglio 1661.

            L’organo fu oggetto di attente cure, e fu sempre sottoposto a manutenzione, come testimoniano i libri contabili. Nel 1691 i Padri affrontarono l’ingente spesa della doratura delle due monumentali casse.

            Nel 1717 Domenico Traeri sistemò lo strumento e aggiunse un Principale Secondo, con una spesa di L. 1200.

            Nel 1773 il Collegio Gesuitico di Modena fu soppresso dal Pontefice, e l’organo, inventariato da Agostino Traeri, fu venduto per ben 24.000 Lire ai Francescani, che dalla Chiesa di S. Francesco si erano trasferiti in San Bartolomeo. Dal 1783 la Chiesa divenne parrocchiale, e sia l’organo grande che quello piccolo “vecchio” (forse quello del Savani, ormai inservibile, riposto “in altro granaio”) vennero ceduti al parroco entrante.

            Nel 1821 i Gesuiti tornarono nel loro Collegio di Modena, e nel già 1824 fecero riformare l’organo da Luigi Montesanti. Ancora nel 1849 il veronese Antonio Sona rese l’organo “tanto migliore da non essere quasi più riconoscibile”.

            Purtroppo nel 1902 l’organo fu distrutto da un incendio, e nel 1903 la Ditta salesiana Rieger collocava un organo a due manuali a trasmissione pneumatica entro la cassa antica, quest’ultima fortunatamente salvatasi dalle fiamme. Tale organo, inaugurato da M. E. Bossi e P. Angelo De Santi, a detta delle cronache del tempo fu costruito “secondo gli ultimi perfezionamenti dell’arte e le esigenze della liturgia sacra”[1].

L’organo Rieger fu elettrificato nel 1967 dalla Ditta Ruffatti di Padova, che sostituì la consolle, rese reale il registro Ottava del Grand’Organo (in origine prolungato dal Principale 8’), portò l’estensione delle tastiere da 56 a 61 note e quella della pedaliera da 30 a 32. L’organo è stato restaurato ad opera della Ditta “Giacobazzi” s.r.l nel 2006.

 

GRAND'ORGANO
 
Bordone 16'
Principale 8'
Viola 8'
Salicionale 8'
Flauto concavo 8'
Ottava 4' *
[Ottava II 4' - agg. Ruffatti]
Flauto 4' *
Rauschquinte 2 2/3'  2 file
Mixture sestuplo 4 file
Voce Umana 8' [da Do 13]
Tromba 8'
 

RECITATIVO

Principale di viola 8'
Flauto armonico 8'
Eolina 8'
Ottava 4' *
Flauto 4' *
Flautino 2'
Fagotto Oboe 8' [ancia libera]
Voce celeste [da Do 13]
Tremolo


PEDALE
 
Violone 16'
Subbasso 16'
Ottava basso 8' *
Violoncello 8' *
Viola 4' *
Trombone 16'

 

* registri ottenuti per "derivazione"

 

[1] G. Soli, Chiese di Modena, I, Modena 1974, Aedes Muratoriana

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